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I colossi del gambling scommettono sul Brasile

Dopo 70 anni di divieti, il Brasile potrebbe legalizzare il gioco d’azzardo in tutte le sue forme, nel tentativo di aumentare il gettito fiscale e ridurre il deficit di bilancio del paese. Operatori di casinò e bookmakers di tutto il mondo stanno dimostrando un grande interesse per il business che potrebbe derivarne.

Sarebbe uno degli eventi più significativi della storia del gioco”, ha dichiarato l’operatore di gioco William Hill in un comunicato.

E insieme alla casa di gioco inglese, rivale di Ladbrokes, anche l’operatore statunitense MGM Resorts International, i bookmaker svedesi Betsson e NetEnt, si sono detti interessati ad espandersi in Brasile quando il settore sarà regolamentato.

Il mercato brasiliano presenta un potenziale enorme con una popolazione che da tempo immemore intrattiene una storia d’amore con il calcio, il segmento di Ladbrokes con più rapida crescita”, ha dichiarato il bookmaker, mentre l’MGM ha sottolineato il suo interesse per realizzare “resorts integrati su larga scala

Luiz Maia, avvocato di San Paolo del Brasile specializzato nel gioco, sostiene che i clienti multinazionali stanno negoziando con le associazioni locali e hanno firmato persino contratti provvisori in attesa dell’entrata in vigore della legge.

Sulla base del calcolo riferito al fatto che i mercati delle scommesse rappresentano in genere circa l’1% del PIL di un paese, l’Istituto di Gioco Legale brasiliano (IJL) ha stimato che il segmento potrà muovere nel paese 55,000 milioni di real brasiliani ( equivalenti a 16.781.050 dollari).

Il gioco è stato sempre considerato un tabù qui, ma nel resto del mondo, è un segmento dell’ industria dell’intrattenimento“, ha affermato Magno José Santos de Sousa, presidente del IJL, aggiungendo che il Brasile sta perdendo 6000 milioni di real in tasse a causa del mercato del gioco d’azzardo illegale, che muove 20.000 milioni.

Cenni di storia del gambling in Brasile

Il gioco è stato vietato per la prima volta nel 1941, ma le norme hanno iniziato a mostrare il loro effetto successivamente durante il periodo di industrializzazione del paese per aumentare la produttività.

Nel 1946, l’allora presidente Eurico Dutra, aveva emanato un decreto che disponeva la chiusura di tutti i casinò esistenti. Erano ammesse soltanto le lotterie di stato, il poker e le scommesse negli ippodromi.

Negli anni novanta, la legge Pelé reintroduceva il bingo per finanziare le attività sportive, diventato però un bersaglio per il riciclo di denaro. La Corte Suprema decise così di dichiarare l’illegalità nel 2007.

In attesa della Legge ‘rivoluzionaria’

Il Congresso Nazionale del Brasile sta discutendo diversi progetti di legalizzazione includenti proposte che obbligano le imprese estere operanti nel settore a stabilire partnership con le imprese locali e norme che stabiliscono restrizioni sul numero di casinò per impresa.

La legge potrebbe essere approvata entro quest’anno, anche se, secondo l’avvocato Maia, esistono più probabilità che ciò avvenga nei primi mesi del 2017. Tuttavia, il presidente brasiliano potrebbe spingere per accelerare il processo attraverso la creazione di un’agenzia di regolamentazione del gioco, mentre il governo sta cercando di studiare dei modi per ridurre il deficit di oltre il 10% del PIL.

Secondo gli analisti del settore, gli operatori stranieri probabilmente domineranno il settore dei casinò, stabilendosi in località turistiche come Rio de Janeiro; per quanto riguarda le scommesse sportive ci sarà più concorrenza con le società brasiliane, in particolare per il possibile interesse dei gruppi dei media locali.

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