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Giochi, M5S: a Roma sono stati spesi 5,4 miliardi di euro in giochi d’azzardo

I numeri sulla spesa in gioco d’azzardo nella capitale sono impressionanti: lo scorso anno i romani hanno scommesso 5,4 miliardi di euro, 400 milioni in più rispetto al 2015. Il M5S allerta: si tratta di cifre spaventose che inducono a riflettere e agire per mettere un freno a questa follia.

L’azzardo legale favorisce le mafie, colpisce famiglie e consumi economia reale. Dietro la piaga dell’azzardo non ci sono solo cifre spaventose ma anche storie di vittime di usura, mafie, dipendenza e famiglie e attività economiche in rovina, insomma, un vero e proprio cancro per le politiche sociali ed economiche”, ha dichiarato la senatrice Paola Taverna del Movimento 5 Stelle, rilanciando i dati che la consigliera di Roma Capitale, Sara Seccia, ha ottenuto accedendo agli atti dei Monopoli di stato.

Dai dati emerge che nel 2016 nel Comune di Roma sono stati giocati 5,4 miliardi di euro, 400 milioni in più rispetto al 2015. 1.7 miliardi sono stati spesi in VLT-Videolottery, slot machine elettroniche di nuova generazione, 1 miliardo in slot, 885,4 milioni di euro in gambling online, 499 milioni in ‘Gratta e vinci’, 360 milioni nel Lotto, 215 milioni nelle scommesse sportive a quota fissa, 74 nelle scommesse virtuali, 84 nel Super Enalotto.

Per le 1.3 milioni di famiglie romane rappresenta una spesa media 3.980 euro l’anno, 331 euro al mese. La spesa pro capite calcolando i cittadini maggiorenni aventi diritto al voto ( sono 2,3 milioni) è di 2.363 euro l’anno e 229 euro al mese. Se invece calcoliamo la spesa pro capite comprendendo anche i neonati e minori (che non azzardano certamente) la spesa pro capite è di 1.889 euro (157 euro mese)”, ha commentato Taverna.

Comparando i dati del giro d’affari dell’azzardo con quello Istat sui consumi del 2016 del Lazio, ogni famiglia spende 2.619 euro al mese in consumi, dei quali 329 euro mensili per cibo e bevande (alcolici inclusi). 329 euro in cibo e bevande contro i 331 nell’azzardo.

Dei 5,4 miliardi di euro l’erario ha incassato meno del 10%, ossia 496,2 milioni di euro.

Non ingannino le vincite, gran parte di quanto ‘vinto’ , viene rigiocato nell’azzardo in un drammatico ‘cane che si morde la coda’ che danneggia l’economia reale e produttiva: il commercio e l’indotto dell’industria. Ogni euro gettato nell’azzardo è un euro tolto all’economia produttiva e sana”, ha continuato la senatrice del Movimento 5 Stelle.

Nel mese di giugno il Comune di Roma ha approvato un regolamento comunale che fissa distanze dai luoghi sensibili tra i 350 ed i 500 metri. Si sta inoltre preparando a varare un’ordinanza che limita gli orari dell’azzardo al fine di tutelare la salute dei cittadini, le famiglie e per difendere l’economia delle piccole e medie imprese romane.

E’ ora di mettere un freno a questa follia che da oramai 20 anni sta rovinando l’Italia”, ha concluso Taverna.

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