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Legge Gap Lombardia: diminuiscono persone in cura e sale da gioco

La relazione sull’attuazione della legge sul Gap della Regione Lombardia per il 2016 rivela che sono in diminuzione le persone in cura e le sale da gioco.

Durante la presentazione della Relazione 2017 sull’attuazione della legge regionale (n.8/2013) per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico, è emerso che nel corso del 2016 in Lombardia sono stati spesi 14,6 miliardi di euro per il gioco, di cui il 71% per slot e videolottery.

La situazione aggiornata degli interventi regionali è stata illustrata al Comitato paritetico di controllo e valutazione, presieduto da Barbara Mazzali di Fratelli d’Italia.

L’informativa rendiconta gli interventi messi in atto nel 2017 in tema di informazione, sensibilizzazione, formazione, assistenza, incentivi No Slot, attività di controllo e progetti territoriali.

Dai dati risulta che sono diminuite sia le persone che hanno necessitato di cure per il Gap (2.670 nel 2017 a fronte di 2.734 nel 2016) sia il numero di esercizi (-9% sale slot e -2% sale Vlt, rispetto al 2016) e gli apparecchi per il gioco di azzardo (slot -18%). Nel complesso la Lombardia ospita 61.775 apparecchi slot e Vlt, concentrati soprattutto a Milano, (16.987), nelle province di Brescia (9.446), Bergamo (7.471), Varese (5.658), Monza e Brianza (4.109).

Grazie agli interventi di Regione Lombardia abbiamo iniziato a contrastare il gioco d’azzardo patologico. In particolare, funzionano le norme che prescrivono le distanze tra gli esercizi commerciali e i luoghi sensibili e le numerose iniziative di formazione e sensibilizzazione che hanno coinvolto moltissime persone. La diminuzione degli esercizi con apparecchi per il gioco d’azzardo è senz’altro un fatto positivo, ma non sufficiente. Il Comitato paritetico continuerà a seguire con attenzione lo sviluppo di queste politiche anche per dare il suo contributo a renderle sempre più efficaci”, ha spiegato con grande soddisfazione la Presidente Mazzali, sottolineando la validità delle norme di prevenzione.

In riferimento alla formazione, prevista dai piani locali delle Ats, sono stati coinvolti quasi 138mila soggetti: circa il 50% sono dipendenti di aziende che aderiscono al programma volto a promuovere stili di vita sani tra i lavoratori, e numerose scuole.

Mazzali ha ribadito che il bando regionale per progetti proposti dai Comuni, continuerà anche quest’anno in partenariato con altri soggetti. Verranno stanziati 2 milioni di euro per finanziare 92 progetti.

L’esperienza comunale da me precedentemente svolta mi permette di portare anche in Regione Lombardia le buone pratiche, come il caso del regolamento adottato dal Comune di Bergamo, poiché nell’importantissimo tema della lotta alla ludopatia è necessaria una sinergia tra diversi attori. Sono felice che anche la Regione sia impegnata su questo fronte, su cui sarebbe importante prevedere anche l’utilizzo della tessera sanitaria regionale per un monitoraggio più attento degli interventi a tutela dei cittadini”, ha spiegato il vice presidente del Comitato, Niccolò Carretta (Lombardi Civici Europeisti).

La consigliera Simona Pedrazzi (Lega), che ha illustrato la relazione, ha affermato che per combattere la ludopatia “occorre aumentare le forme di vicinanza agli Enti locali, sostenere le loro difficoltà, soprattutto per quanto riguarda gli incentivi e le modalità di controllo”.

Il vice presidente del Consiglio regionale e membro del Comitato, Carlo Borghetti (Pd), ha sottolineato che bisogna sollecitare maggiori controlli da parte dei Comuni sugli esercizi, e rivedere la riscossione dell’Irap “ipotizzando di dedicare un fondo del gettito proveniente dal gioco d’azzardo alla cura dei malati di ludopatia”.

La relazione è stata approvata all’unanimità dal Comitato. Verrà in seguito trasmessa alla Commissione Attività produttive e alle altre Commissioni al fine di promuovere ulteriori incontri di approfondimento sul tema.

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