Home » Gioco Online » Binetti: “Se un gioco fa male non andrebbe limitato ma eliminato”

Binetti: “Se un gioco fa male non andrebbe limitato ma eliminato”

Binetti Paola

La drastica riduzione dell’offerta di gioco è una delle battaglie intraprese dal nuovo governo giallo-verde, peraltro la più condivisibile anche da parte delle opposizioni. Ma le stesse non hanno potuto non notare che le stesse misure sono piene di contraddizioni, indicazioni e controindicazioni che hanno fatto storcere il naso ai più. Favorendo, tra l’altro, il dilagare, che sarà sempre più imponente, dell’offerta di gioco illegale. Insomma, eliminare l’azzardo per non eliminarlo, fondamentalmente è questa la contraddizione più grande.

Tra le più veementi oppositrici, c’è Paola Binetti, senatrice dell’UDC, che ha parlato del tema con l’agenzia DIRE. Secondo la Binetti, per la tutela della salute dei giocatori non basta usare la tessera sanitaria: chiaramente sarebbe bastato un qualsiasi documento di riconoscimento ma il paradosso, e in questo è difficile non concordare, è che sembra quasi che la tessera sanitaria renda il gioco meno nocivo. Vengono ridotti, drasticamente, i punti di gioco, anche in luoghi cosiddetti strategici ma anche gli spazi più piccoli stanno già attrezzandosi per diventare veri e propri mini-casinò. La normativa vieta una cosa? Allora si raggira la stessa. Con la Manovra Gentiloni, approvata a fine 2016, i concessionari hanno tratto un grande vantaggio, essendo peraltro in maggioranza multinazionali estere. In pratica i nulla osta delle macchine dei gestori collegate a questi concessionari perché in diritto del concessionario stesso, sono state gestiti come se fossero di loro proprietà. Ed è così che, lo scorso anno, i concessionari hanno inviato ai gestori lettere di recesso dei contratti in essere, perché, per legge, quest’ultimi non avrebbero potuto trasferirsi presso un altro concessionario. Il governo Gentiloni in pratica ha creato un netto conflitto tra concessionari e gestori: il risultato è stato un buco nero, dato che sull’orlo del collasso ci sono oggi circa 400 piccole e medie imprese.

Il Decreto Dignità ha obbligato praticamente l’uso delle avvertenze sui rischi connessi al gioco d’azzardo, anche ai gratta e vinci. L’attuale manovra, ugualmente alle altre, fa però leva sullo stesso gioco, con una massiccia tassazione che servirà a finanziare gli altri progetti che il governo centrale ha in mente. Lo si vuole eliminare, il mondo del gioco, con tassazioni ed incentivi, ma con l’uso di regole fortemente contraddittorie.

La senatrice Binetti è stata, dicevamo, una delle più scettiche voci in un clima rovente e che continua a bollire dopo le discussioni sorte all’indomani dell’approvazione del Decreto Dignità. Ma, ed anche in questo caso è difficile non concordare, se un gioco fa male non andrebbe limitato ma eliminato. Il pensiero della Binetti, in questo caso, è traducibile come segue: non eliminare, ma sostituire slot e Vlt con apparecchi di svago e di intrattenimento, che non sfocino nell’azzardo. Il tutto con una regolazione unica per tutto il territorio nazionale. Non basterebbe, dunque, scrivere che un gioco nuoce, o può nuocere, gravemente alle salute come accade per le sigarette: è acclarato che l’avvertenza non ha un effetto ed il suo impatto può essere nullo.

Per la Binetti, inoltre, non basta che la dimensione dei caratteri sia tale da garantire una corretta lettura delle controindicazioni e dunque la sua speranza è una campagna pubblicitaria fatta a norma di campagna: il gioco crea dipendenza, in sintesi, sarebbe un messaggio su cui poter lavorare in forme e modi diversi. Ma ciò non basta, non serve: il Governo, sul nemico immaginario da eliminare, in realtà, punta. Così come sul fumo. Il tutto, per chiuderla con un pensiero della Binetti, appare un enorme bluff, altro che cittadini, altro che salute e coesione. Insomma, un vero e proprio azzardo di stato. Nulla da ridire.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*
*