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Quando perde il gioco d’azzardo: il caso di Cuneo e delle ‘Sette Sorelle’

Crolla il gioco d’azzardo in Piemonte, con una perdita di 503 milioni di euro tra il 2016 e il 2018: un biennio, insomma, è bastato al Piemonte per subire una forte flessione che, avvantaggiata dalle scelte politiche, ha portato ad un crollo del -10% per il gioco d’azzardo.

E le cifre continuano a calare, anche in previsione, perché sul territorio è cominciata una vera e propria faida alla ludopatia e al gioco in generale. Un cambio di rotta favorito anche dalla legge regionale 9 del 2016, che cura la prevenzione sul gioco d’azzardo patologico. E ancora devono presentarsi, invece, gli effetti del Decreto Dignità che, dal 14 luglio prossimo, vieterà la pubblicità totale, sia su scommesse sia su giochi con vincite in denaro.

Per quel che riguarda la provincia di Cuneo la spesa pro capite relativa all’azzardo è di 944 euro, il gioco fisico è in calo mentre è cresciuto del 75% quello online: un dato che comunque è in ribasso rispetto all’incremento nazionale dell’81,4%. Una forte spinta contro l’azzardo è stata portata avanti dal progetto della fondazione Crc ‘Punta su di te 2.0’, in collaborazione con le Asl Cnl e Cn2, Cis e Ro&Ro, una cooperativa in partnership con comuni delle sette sorelle, di Caritas e Libera, associazione con presidio a Cuneo. L’azione, nata nel 2013, è entrata nel vivo solo due anni fa e quest’anno compie tre anni, con sempre lo stesso obiettivo di fare cultura e creare approcci diversi su certe tematiche, per evitare l’inconsapevole “distorsione cognitiva” che nasce in ogni giocatore a rischio. Anche quest’anno, per giunta, si porterà avanti il discorso della Carta di Cuneo, per una nuova deontologia del giornalismo circa l’informazione sul gioco d’azzardo attraverso raccolte di dati aggiornati e facilmente consultabili dalle testate locali.

A Cuneo e nei comuni delle Sette Sorelle (quelli cioè della provincia, con più di 15mila abitanti), sono 74 i locali che hanno ancora video-lotterie installate e sale slot: 29 a Cuneo, 12 a Mondovì, 7 a Fossano, 6 a Savigliano, 6 a Saluzzo, 6 a Bra e 8 ad Alba. Sono invece ben 147 i locali che hanno provveduto alla rimozione dei dispositivi a seguito della legge regionale del 2016. E nel 2019 si continuerà al progetto di rimozione, tramite distribuzione di materiale informativo e grazie all’ausilio di sportelli dedicati agli over 65.

Inoltre in questo 2019 si continuerà a diffondere materiale informativo relativo al progetto. Il servizio sarà affiancato agli sportelli telefonici per avere informazioni su dove ottenere il materiale.  

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