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Google stoppa la pubblicità su alcune tipologie di prodotti

Brutte notizie per quanti utilizzano il circuito pubblicitario di Google: la società di Palo Alto, con una lettera, ha comunicato ai suoi clienti che dallo scorso mese di settembre avrebbe provveduto alla modifica di alcune normative relative ai contenuti nei prodotti riservati ai publisher (AdSense, per citarne uno) per la promozione dei giochi a distanza. Una variazione delle norme che riguarda tutti i prodotti a firma Google.

Nella missiva, però, è stato confermato che Google Ads, al secolo AdWords, continuerà nel non pubblicare nessuno dei contenuti con limitazioni. Tra le esclusioni confermata quella del gioco a distanza online. Ma non solo: tra i contenuti esclusi da Google figurano quelli illegali, chiaramente materiali pedopornografici, contenuti espliciti a livello sessuale, temi destinati ad un pubblico adulto all’interno di contenuti per famiglie. Ed ancora, abuso della proprietà intellettuale, specie protette o in via di estinzione, contenuti offensivi, dispregiativi e pericolosi in favore di comportamenti disonesti, ingannevoli. Ed ancora, per concludere, software dannosi, indesiderati. Google, nella suddetta nota, ha precisato che vengono indicate limitazioni per i publisher indicanti tipologie di contenuti che ricevono originariamente restrizioni pubblicitarie: esclusi, dunque, tutti i contenuti a sfondo sessuale, o scioccanti, esplosivi. Fuori anche armi da fuoco, materiale componente per armi, prodotti correlati, tabacco, stupefacenti, anche ad uso ricreativo, vendita, sponsorizzazione o uso improprio di prodotti a sfondo alcolico. I già citati giochi online a distanza, farmaci con obbligazioni di prescrizione medica, prodotti e integratori farmaceutici non consentiti. Tutti gli annunci saranno dunque riservati ad altri prodotti pubblicitari o tramite deal diretti tra publisher ed inserzionisti. Chiaramente, tutti i contenuti a cui fa riferimento la nuova normativa, per i publisher di Google, non possono più essere monetizzati e pubblicizzati, pena la sospensione o la chiusura degli account Google.

Una serie di novità, dunque, anche in Italia, dove però è in vigore una sorta di blocco, solo nelle intenzioni simili a quello di Google per una certa tipologia di contenuti: parliamo, ovviamente, del Decreto Dignità, la misura voluta dal precedente Esecutivo e mantenuta dall’attuale governo giallorosso per la prevenzione ed il contrasto di fenomeni, su tutti il gioco d’azzardo, alimentati da pubblicità e sponsor. Pubblicità, sia diretta che indiretta, peraltro bloccata dal suddetto Decreto e sopravvissuta in sporadiche forme in riviste di settore. Nella sua interezza il Decreto Dignità ha, nei mesi, prodotto polemiche su polemiche ed ha contribuito ad una frattura probabilmente insanabile tra Stato e industria di gioco, che in Italia risulta essere la più tassata e che vedrà, dal prossimo 10 febbraio, aumentare ancora il PREU su AWP e VLT. Inoltre, l’articolo 9, quello che appunto introduce blocco su pubblicità, diretta o indiretta, è stato condannato a priori, nei mesi precedenti, ed individuato come il maggior responsabile di futuri blocchi. Si badi bene, non solo per il gioco, ma per tutta l’economia: la diminuzione degli introiti, infatti, potrebbe bloccare più del dovuto, nel prossimo biennio, la situazione economica nel nostro Paese…

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